Risposta rapida
Un piano cottura a induzione da 4 fuochi può consumare fino a 7,2 kW. Senza la linea dedicata e il contatore giusto, scatta il salvavita — o peggio, l'impianto non regge. Questo è quello che devi verificare prima di ordinare la cucina, non dopo.
Un piano a induzione da 4 fuochi ha una potenza massima che va da 3,6 kW (modelli entry level) a 7,2 kW (modelli con booster attivi). La maggior parte dei piani mid-range venduti in Italia si attesta tra 5,6 e 7,4 kW.
Per confronto: un piano a gas non assorbe corrente elettrica in modo significativo. La differenza sull'impianto è enorme — e in molti appartamenti romani degli anni '60–'80, l'impianto non è dimensionato per reggere queste potenze.
La prima condizione è il contatore. Con un contatore da 3 kW — ancora comune nei trilocali anni '70 di Roma — non puoi usare il piano a induzione a piena potenza senza rischiare lo stacco. Il potenziamento a 6 kW si richiede a Enel/e-distribuzione: è gratuito se pianificato prima dei lavori, a pagamento se lo scopri dopo l'installazione.
La seconda condizione è la linea dedicata. Il piano a induzione non va collegato alla presa generale della cucina. Serve una linea dedicata con cavo da 6 mm² che parte direttamente dal quadro elettrico. In un appartamento standard a Roma, quell'intervento costa tra 500 e 1.500€ a seconda della distanza dal quadro e del tipo di pavimento.
La terza condizione è l'interruttore dedicato. La linea deve essere protetta da un magnetotermico da 32A nel quadro. Se il quadro è saturo, potrebbe servire un'espansione.
Di solito durante il sopralluogo — se chi fa il rilievo sa cosa guardare. È uno dei motivi per cui facciamo la verifica degli impianti prima di qualsiasi preventivo: tester di carico, ispezione quadro elettrico, stima dell'intervento necessario.
Se non lo sai prima, lo scopri quando la cucina è già arrivata. A quel punto i costi di adeguamento sono tuoi, i tempi si allungano, e il montaggio si blocca.
Se l'appartamento è stato ristrutturato dopo il 2000 o è di costruzione recente, è probabile che la linea dedicata per la cucina esista già. Al sopralluogo lo verifichiamo con un tester. In quel caso l'unica verifica restante è la capacità del contatore — una chiamata a Enel risolve in pochi giorni.
La regola pratica: se il quadro ha già una protezione da 32A con etichetta "cucina" o "piano cottura", sei probabilmente a posto. Se non ce l'ha, pianifica l'adeguamento prima di ordinare.
Nella stragrande maggioranza dei casi, sì. L'induzione cuoce meglio e con più precisione, è più sicura (niente fiamma aperta, niente perdite gas), è più facile da pulire, e — in appartamenti con impianto gas vecchio — elimina un rischio che vale molto più del costo dell'adeguamento elettrico.
Il costo di adeguamento (500–1.500€) si ammortizza nella prima ristrutturazione successiva. E nella maggior parte dei casi, se stai già rifacendo la cucina, l'impianto andrebbe rivisto comunque.
Un piano a induzione da 4 fuochi consuma tra 3,6 kW (entry level) e 7,2 kW (con booster attivi). La maggior parte dei modelli mid-range si attesta tra 5,6 e 7,4 kW di potenza massima.
Servono tre cose: contatore da almeno 6 kW, linea dedicata dal quadro con cavo da 6 mm², e interruttore magnetotermico da 32A dedicato. Senza queste condizioni il piano non funziona a piena potenza o scatta il salvavita.
L'adeguamento impianto per induzione a Roma costa tra 500 e 1.500€, a seconda della distanza dal quadro elettrico e del tipo di pavimento. Lo verifichiamo gratuitamente al sopralluogo prima di qualsiasi ordine.
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